Di Il Team ReligionStars – Modificato il: 18 Maggio 2026
Zubeen Garg era una delle grandi figure della musica indiana del Nord-Est, con un posto del tutto speciale nel cuore del pubblico assamese. Nato il 18 novembre 1972 a Tura, nello Stato del Meghalaya, da Mohini Mohon Borthakur e Ily Borthakur, si è affermato nel corso dei decenni come un cantante e compositore fuori dal comune, capace di interpretare con la stessa intensità canti devozionali vaishnaviti induisti, zikir musulmani o anche gospel cristiani.
Scomparso nel settembre 2025, ha lasciato un’opera che superava ampiamente i confini culturali e religiosi. È proprio sul terreno della religione che il suo percorso personale appare più singolare: nato in una famiglia bramina, ha scelto di rifiutare qualsiasi etichetta confessionale per definirsi prima di tutto come un essere umano libero.
Zubeen Garg è nato in una famiglia bramina assamese. Questa origine faceva parte della sua eredità di nascita, ma lui non l’ha mai presentata come un’identità spirituale personale. Nel luglio 2019 spiegava lui stesso di essere bramino per nascita, precisando però di aver tagliato il suo lagun, il cordone sacro tradizionale indossato dagli uomini delle caste superiori induiste, in occasione di un film, e di non averlo mai più rimesso in seguito. Il gesto non era insignificante: esprimeva in modo concreto la distanza che aveva preso dalle pratiche religiose ereditate dalla sua famiglia.
La sua posizione pubblica è rimasta costante e chiara. Zubeen Garg si definiva ateo e rifiutava apertamente la religione organizzata. Una frase, spesso riportata dai media, riassume bene il suo pensiero: « Non ho né casta, né religione, né dio, sono umano. » Ai suoi occhi, il sacro non si trovava nelle istituzioni religiose o nei testi, ma piuttosto nella musica, nella natura e nei legami tra gli esseri umani.
Anche se si richiamava prima di tutto all’ateismo, alcune dichiarazioni di Zubeen Garg lasciavano intravedere anche affinità filosofiche con il buddhismo. Media indiani hanno riferito che a volte si descriveva come buddhista. Questa posizione sembra tuttavia da comprendere più come una sensibilità intellettuale e filosofica che come una pratica religiosa formale. Nessuna conferma permette infatti di affermare che sia appartenuto a un’istituzione buddhista o che abbia osservato regolarmente pratiche buddhiste.
Sulla questione dell’anima, la sua risposta era senza mezzi termini. In un’intervista citata dal blogger Bikash K. Bhattacharya, quando gli veniva chiesto se credesse nell’esistenza di un’anima, rispondeva: « Non esiste una cosa come l’anima, solo il corpo. Ci sono il cuore e il cervello. » Questa visione materialista dell’esistenza conviveva però con una forte sensibilità per la dimensione spirituale della musica e per l’armonia tra le comunità. In un Assam segnato da tensioni religiose tra induisti e musulmani, la sua musica è diventata un simbolo di convivenza. E anche dopo la sua morte, questa unità si è manifestata: induisti e musulmani sono rimasti fianco a fianco nel lutto, mentre membri della comunità musulmana hanno organizzato preghiere (dua) nella sua abitazione.
Zubeen Garg è Ateismo. Questa informazione è stata ufficialmente confermata.
No, Zubeen Garg non si dichiarava induista, nonostante le sue origini familiari braminiche. È effettivamente nato in una famiglia braminica assamese, ma da adulto ha preso pubblicamente le distanze da questa eredità religiosa, in particolare togliendosi il cordone sacro (lagun) e non indossandolo più in seguito. La sua posizione personale dichiarata era quella di un ateo: rifiutava qualsiasi appartenenza a una casta, a una religione o a una fede in Dio, e si definiva semplicemente un essere umano. Non gli si può quindi attribuire una pratica o un’identità induista unicamente sulla base della sua origine familiare.