Di Il Team ReligionStars – Modificato il: 18 Maggio 2026
Javed Akhtar è tra le personalità più rispettate e influenti della cultura indiana contemporanea. Sceneggiatore, paroliere e poeta urdu riconosciuto, ha segnato profondamente il cinema di Bollywood con il suo talento, il suo senso della formula e la forza della sua scrittura.
Nato in una famiglia di tradizione musulmana, appartiene a una stirpe di intellettuali e poeti. Suo padre, Jan Nisar Akhtar, era paroliere e poeta urdu; suo nonno paterno, Muztar Khairabadi, era anch’egli poeta; e il suo trisavolo, Fazl-e-Haq Khairabadi, fu un eminente erudito religioso dell’islam.
Tuttavia, Javed Akhtar non ha seguito la via spirituale associata a questa eredità familiare. Da diversi decenni rivendica pubblicamente una posizione molto diversa: un ateismo dichiarato, espresso con coerenza e senza ambiguità.
La posizione di Javed Akhtar sulla religione lascia poco spazio al dubbio. Si è dichiarato ateo in numerose occasioni, in interviste, in televisione e per iscritto. La sua formulazione è diretta: «Non sto rivelando un segreto, sto dicendo qualcosa che ho detto molte volte, per iscritto o in televisione, in pubblico… Sono ateo, non ho alcuna credenza religiosa. E non credo in alcuna spiritualità.» Quando gli è stato chiesto che cosa lo avesse portato a questa convinzione, la sua risposta è stata altrettanto netta: «La risposta è molto semplice: perché penso.»
Per lui, dunque, l’ateismo non è soltanto un’opinione intima. È anche una posizione pubblica, assunta in un contesto in cui la pressione religiosa può essere significativa. Nel 2020, Javed Akhtar è diventato il primo indiano a ricevere il prestigioso Richard Dawkins Award, assegnato ogni anno dal Center for Inquiry a una personalità che abbia dimostrato un coraggio notevole nella difesa del pensiero razionale e nell’opposizione al dogma religioso. Questo riconoscimento internazionale sottolinea la coerenza e la visibilità delle sue prese di posizione nel corso degli anni.
Il suo percorso intellettuale si è nutrito anche di letture. In un’intervista concessa alla giornalista Barkha Dutt, ha spiegato: «All’inizio ero ateo a causa della mia educazione e dei miei coetanei. Più tardi ho letto le opere di Richard Dawkins, Christopher Hitchens e altri, e questo ha rafforzato le mie convinzioni.» Anche sua figlia, la regista Zoya Akhtar, condivide questa visione atea del mondo.
Il rifiuto della credenza religiosa da parte di Javed Akhtar non significa tuttavia un rifiuto della sua eredità. Proveniente da una famiglia di tradizione musulmana, segnata da radici intellettuali e spirituali legate alla civiltà islamica, si definisce talvolta un «musulmano culturale». Questa espressione, che egli stesso utilizza, non indica né una pratica religiosa né un’adesione a un dogma. Rimanda piuttosto a un’eredità civilizzazionale, linguistica e poetica: quella della cultura urdu e del patrimonio intellettuale islamico in cui è cresciuto.
È quindi importante distinguere due dimensioni. Da un lato, Javed Akhtar ha ricevuto un’educazione religiosa islamica nell’ambito familiare, che ha contribuito a plasmare la sua cultura e il suo rapporto con la lingua. Dall’altro, rivendica dall’età adulta una totale assenza di credenza religiosa, posizione che mantiene stabilmente fino a oggi. Non pratica alcuna religione, non aderisce ad alcuna confessione e afferma di non credere in alcuna forma di spiritualità.
Alcune fonti di carattere ideologico hanno tentato di mettere in dubbio la sincerità del suo ateismo. Tuttavia, non apportano alcun nuovo elemento fattuale. Queste critiche rientrano quindi più nel commento polemico che in una messa in discussione fondata delle dichiarazioni pubbliche, costanti e documentate di Javed Akhtar.
Javed Akhtar è Ateismo. Questa informazione è stata ufficialmente confermata.
No, Javed Akhtar non è musulmano in senso religioso. È nato in una famiglia di tradizione musulmana e talvolta si definisce un “musulmano culturale”, in riferimento alla sua eredità civile e culturale. Tuttavia rifiuta ogni forma di credenza o pratica religiosa. Da molti anni si dichiara pubblicamente ateo, non credendo né in Dio né in alcuna spiritualità. Questa posizione è confermata dalle sue stesse dichiarazioni, da diversi media riconosciuti, nonché dall’assegnazione del Richard Dawkins Award nel 2020.